Energia eolica: investimenti e andamenti nel 2020

Eolico: l’andamento 2020

Il 2020, come abbiamo anticipato in precedenza, vedrà con tutta probabilità dei numeri ben peggiori: l’industria eolica mondiale – sempre secondo la WWEA – subirà un rallentamento generale della maggior parte dei mercati. L’interruzione delle catene di fornitura internazionali e gli ostacoli normativi a livello nazionale stanno entrambi ostacolando il settore eolico, come nella maggior parte dei settori industriali. Secondo una stima di Bloomberg, nell’ultima settimana di aprile, come effetto della caduta della domanda energetica susseguente al lockdown, ben l’11% delle turbine nel mondo sono rimaste spente.

TI PIACEREBBE INVESTIRE IN SICUREZZA NELL’ENERGIA EOLICA? SCOPRI WWW.FINANCERENEWABLE.IT

Per quanto riguarda il nostro Paese – segnalano i dati di Terna – l’eolico è stata l’unica fonte pulita ad accusare una flessione significativa (-14,3%) della generazione elettrica rispetto allo stesso mese del 2019. Non c’è dubbio poi, evidenzia l’ANEV – Associazione Nazionale Energia del Vento, che l’attuale emergenza sanitaria comporterà nei prossimi mesi un rallentamento delle nuove installazioni a causa del blocco attuato per le attività e per il rifornimento della componentistica necessaria, ma anche per il blocco delle attività amministrative e istituzionali in corso. Il riferimento, in particolare è alle Conferenze di servizi, ossia a quell’Istituto che riunisce le diverse Amministrazioni Pubbliche coinvolte nei processi autorizzativi degli impianti da fonti rinnovabili (e ovviamente non solo). La necessità del distanziamento sociale, infatti, ha provocato – secondo quanto riporta lumi4innovation.it – il rinvio a tempi migliori di questo genere di conferenze, che però sono assolutamente necessarie per fare iniziare o meno i cantieri.

La possibile ripartenza futura

In prospettiva, comunque, ANEV è ottimista sulle prospettive dell’eolico nel nostro Paese: secondo l’Associazione di categoria, il settore può contare su investimenti privati già predisposti per miliardi di euro, che possono contribuire significativamente al processo di transizione energetica delineato dal PNIEC, oltre che al rilancio dell’economia italiana e alla creazione di posti di lavoro.

A fare la differenza sarà, come spesso accade per il mondo delle fonti pulite, la normativa: la richiesta degli operatori al Governo è di intraprendere iniziative a tutela e salvaguardia dei progetti in essere, garantendo il mantenimento in vita delle autorizzazioni e di tutti gli atti in essere. Per i progetti futuri, invece, occorreranno semplificazioni e snellimento burocratico, così da superare l’attuale farraginosità del processo autorizzativo.

Redazione - info@economiaalternativa.it

Read Previous

Investimenti calcio italiano – Milan-Juventus del 2003 è stata il canto del cigno del calcio italiano

Read Next

Investimenti in Bitcoin: ecco perchè è possibile il boom dei prezzi!

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *